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Perché è importante avere un logo e come poter creare il logo adatto

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Un vecchio proverbio afferma che la pubblicità sia l’anima del commercio, l’elemento portante di qualsiasi attività che voglia farsi strada nel mercato, farsi conoscere e soprattutto durare nel tempo, per questo investire in grandi campagne pubblicitarie è ciò che tutti gli imprenditori dovrebbero fare, anche in tempi di crisi: Henry Ford amava ripetere che “chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi, è come se fermasse l’orologio per fermare il tempo”.

Per avere successo bisogna farsi conoscere, riconoscere, ricordare, e qual è la prima cosa che viene associata all’immagine di un’azienda? Il logo, uno degli aspetti fondamentali del brand aziendale.

Il logo rappresenta il biglietto da visita di un’attività, ne incarna lo spirito, la sua filosofia, è l’idea che si vuole trasmettere al cliente, il quale tenderà a concedere la propria fiducia ad un’azienda che abbia un’immagine grafica curata e riconoscibile: la giusta combinazione di immagini e parole, graficamente accattivanti, che possano rappresentare una sintesi di cosa una determinata azienda sia e faccia.

La creazione del logo è quindi un momento fondamentale e parecchio delicato quando si avvia un’attività professionale, e sottovalutarne l’importanza è un errore che andrebbe assolutamente evitato.

Perché è importante avere un logo per la propria azienda?

I grandi marchi internazionali hanno basato una buona percentuale della propria fortuna proprio sul logo, diventato nel tempo un’icona pop, entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo: associare lo swoosh della Nike allo sport, o i caratteri della Coca Cola alle bevande gassate, sono casi di sineddoche che chiunque, o quasi, ha compiuto almeno una volta nella vita.

L’essere umano è una creatura emotiva e razionale, ed un logo “giusto”, appropriato, che riesca insomma a far leva su questi due aspetti sarà un logo vincente, in grado di trasmettere emozioni e valori positivi al cliente, che lo spingerà a scegliere un brand piuttosto che un altro.

La creazione di un logo è un’operazione che ormai chiunque è in grado di realizzare, basta possedere un computer e una linea Internet ed il gioco è fatto: in rete è pieno di siti che ne permettono la realizzazione, senza dover per forza essere degli esperti informatici.

Ma avere la possibilità di realizzare qualcosa non significa avere realmente la capacità di farlo, perché per concepire un logo che abbia successo, che rimanga impresso nella mente, che sia efficace, non basta la buona volontà, ma servono competenza, creatività ed esperienza.

Le caratteristiche principali di un logo aziendale

Quali sono quindi le caratteristiche principali che un logo degno di nota dovrà assolutamente possedere? In questo articolo vedremo una serie di tecniche ed accorgimenti per realizzare un logo vincente.

  • Semplicità

Per ottenere qualcosa che risulti identificabile e riconoscibile, puntare sulla semplicità è una buona strategia, cercando ovviamente di non scadere nella banalità.

Ogni elemento dovrà avere un senso, un ruolo ben preciso, evitando quindi qualsiasi parte superflua e ridondante: basti pensare al già citato swoosh della Nike, oppure alla mela della Apple, loghi semplici ma geniali al tempo stesso.

  • Funzionalità

Un logo valido deve essere adeguato al target di riferimento e coerente con ciò che l’azienda vuole trasmettere ed offrire, dovrà insomma saper funzionare e saper soddisfare gli obiettivi prefissati dall’azienda: un esempio può essere il logo di Amazon, dove una freccia che va dalla A alla Z fa intendere la capacità dell’azienda di saper fornire al cliente qualsiasi articolo, dalla a alla z, appunto.

  • Versatilità

Un logo dovrà essere versatile, adattabile, scalabile, capace di adattarsi (sia in colori che dimensioni) a vari utilizzi, supporti e device; deve poter esser stampato su un biglietto da visita o su un telone che copra un palazzo, senza mai perdere di valore e consistenza.

In fase di progettazione, bisognerà tenere a mente tutte le sue possibili applicazioni, quindi il modo in cui verrà utilizzato, le superfici dove verrà stampato e se verrà impiegato solo online oppure su schermi, ed agire quindi di conseguenza.

In questo senso, dovendo scegliere i colori che si andranno ad utilizzare, l’opzione del bianco e nero è sicuramente la più indicata.

  • Unicità

Un logo vincente dovrà sapersi distinguere da quelli concorrenti, risultando riconoscibile ed originale: non esistono aziende perfettamente uguali tra loro, e non dovranno esserci loghi troppo somiglianti, o comunque riconducibili ad altre concezioni grafiche già esistenti.

Che adotti uno stile molto particolare, oppure delle forme singolari, un logo che avrà successo sarà inevitabilmente un logo in grado di distinguersi dagli altri.

  • Possedere un payoff

Nel linguaggio della comunicazione d’impresa, il payoff altro non è che una breve frase che accompagni il logo e che ne racchiuda la filosofia, l’obiettivo o lo spirito dell’azienda.

Le responsabilità del payoff sono molteplici, perché il suo obiettivo è quello di rafforzare l’identità di un brand, che possa essere un ulteriore tratto distintivo rispetto alla concorrenza, capace di instaurare un rapporto fiduciario con il cliente.

Non è un semplice motto, bensì un marchio indelebile che accompagnerà il logo aziendale, facendolo risaltare e rendendolo ulteriormente unico: “Impossible is nothing” di Adidas, piuttosto che “I’m loving it” di Mc Donald’s sono alcuni tra gli esempi più famosi ed iconici.

Per raggiungere questi obiettivi, il lavoro creativo che porterà al concepimento del logo sarà un’attività impegnativa, complessa ed anche dispendiosa, se la volontà sarà quella di ottenere risultati soddisfacenti.

L’efficacia comunicativa di un buon logo è indubbia, e per questo motivo anche realtà imprenditoriali più piccole dovrebbero comunque dedicarvi tempo e risorse per aumentare la confidenza con i propri potenziali clienti.

Come si realizza un logo? Il punto di partenza è la creatività.

Esiste un processo creativo standard, un procedimento standard applicabile sempre e comunque? La risposta è ovviamente negativa, perché ogni progetto di logo design necessità approcci e processi aziendali eterogenei.

Linee guide per la progettazione di un logo

È pero possibile seguire delle linee guida, conoscere le fasi di progettazione di un logo, e muovendosi all’interno delle stesse il lavoro potrà risultare almeno più lineare e meno dispersivo.

  • Briefing

Il punto di partenza, dove il designer acquisirà le informazioni e le necessità del cliente, ponendo le giuste domande per evitare futuri fraintendimenti.

Il briefing è una sorta di riassunto di tutti gli elementi portanti del progetto, e potrà avvenire sia con un colloquio faccia a faccia che attraverso un questionario.

Il designer dovrà accompagnare il cliente nel processo creativo, per comprendere cosa egli desidera e quale sia il modo migliore per accontentarlo.

  • Ricerca e brainstorming

Dopo la stesura del briefing, la seconda fase riguarderà la ricerca delle idee, dove il designer andrà a delineare una lista di parole chiave relative al progetto in essere, elaborerà una mappa mentale che includa tutti concetti principali emersi in fase di briefing, effettuerà una serie di ricerche di immagini inerenti al lavoro, insomma lascerà fluire la creatività per impostare il lavoro.

  • Sketching

Finalmente si inizia il lavoro “manuale”, dove le idee prendono forma, preferibilmente su un foglio, dove si inizieranno a disegnare le possibili teorie di logo che il designer ha predisposto concettualmente.

Il lavoro manuale è fondamentale, è grazie ad esso che arriverà l’ispirazione giusta, il pc giungerà in un secondo momento; basti pensare a come nacque lo swoosh della Nike, quando nel 1971 una giovane studentessa di nome Carolyn Davidson disegnò il celebre logo, per la modica cifra di 35 dollari.

  • Costruzione vettoriale

Ora è il momento del pc, si andrà a vettorializzare il disegno, l’idea.

Per far ciò, bisognerà utilizzare un programma di grafica vettoriale, come Adobe Illustrator, e qui prenderà vita il logo definitivo, che potrà essere modificato e migliorato in ogni suo aspetto.

  • Font e colori

La scelta del carattere riveste un’importanza cruciale, perché è parte integrante del logo, e saper scegliere bene potrebbe esser determinante nella riuscita o meno del progetto.

Il font dovrà essere coerente con l’immagine utilizzata, adattarsi ad essa, andando quindi a rafforzare il messaggio del logo: forme e dimensioni dovranno essere ben bilanciate.

Anche la scelta del colore è molto importante, perché come il carattere, veicola le emozioni: il rosso viene spesso utilizzato dalle industrie alimentari (Barilla, Garofalo), il grigio da quelle automobilistiche (Mercedes, Audi). Ciò avviene perché ogni colore trasmette diverse sensazioni al cervello, che potranno portare o meno all’acquisto di un determinato prodotto.

La scelta del colore dovrà avvenire dopo il concepimento del logo, agire diversamente potrebbe creare dei problemi.

  1. Presentazione

In questa fase il designer presenterà il proprio lavoro al cliente: si potranno mostrare una gran varietà di concetti, oppure solo alcune proposte di logo.

La presentazione non dovrebbe limitarsi alla sola esibizione del logo elaborato, ma dovrebbe comprendere una serie di passaggi: un riassunto del briefing e delle parole chiave utilizzate, la presentazione di font e colori con relativa spiegazione sul perché di quella precisa scelta, ed infine le diverse applicazioni del logo (versione orizzontale/verticale, come icona, ecc).

Creare un logo efficace non è un’operazione banale e semplice, come molti credono, e per avere un buon prodotto, che dia riscontri positivi, si dovrà ben pagare, evitando di ricevere prodotti economici ma realizzati male, che rischieranno di mettere a repentaglio gli investimenti.

Affidatevi a professionisti del settore, evitate persone improvvisate, escludete il fai da te.

Possedere un logo ben fatto rappresenta il primo passo che ogni imprenditore dovrebbe fare, in modo da poter raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.

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